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Si può perdere qualcosa che si ha, ma non qualcosa che si è.

Da un’esperienza personale dopo l’incidente, che costringe a vivere il resto della propria vita su una carrozzina e che trasforma inevitabilmente le proprie abitudini anche nell’ambito del sesso, nasce la volontà di mantenere vivo lo sguardo sul tema della sessualità nella disabilità, in particolar modo quella motoria.

La persona disabile desidera, come tutti, continuare ad amare, anche attraverso la propria fisicità, ed essere appagata nella relazione di coppia.

Attraverso convegni sul tema della sessualità e disabilità, la ricerca di prodotti che migliorino l’attività sessuale e presentazioni al pubblico di una propria chiave di lettura sul tema della disabilità in particolare, e sulla sessualità in generale, si cerca di portare a riflettere su queste tematiche cercando di non cadere mai nel volgare o nel retorico.

Si sfugge intenzionalmente alla didascalia e a una collocazione nel mondo dell’assistenza e del sociale utilizzando forme diverse di discipline artistiche, come la danza e l’arte, che subiscono contaminazioni le une dalle altre.

L’obiettivo? Ci piacerebbe realizzare un libro, un’installazione d’arte contemporanea, un film documentario, per mostrare che Si può perdere qualcosa che si ha, ma non qualcosa che si è.

 

I NOSTRI PROGETTI

Si può "
Danilo e Luca